Felice Menghini esordisce nel 1933 con la pubblicazione di una raccolta di prose sulla sua valle, "Leggende e fiabe di Val Poschiavo". Nel 1941 scrive il saggio “Paganino Gaudenzio: letterato grigionese del '600”.
È soprattutto nella poesia che esprime grande intensità. Nel 1938 esce la sua prima raccolta poetica dal titolo "Umili cose" e dopo sei anni, nel 1943, ne pubblica una seconda: “Parabola e altre poesie”. Segue nel 1946, un anno prima della sua morte improvvisa – che ha interrotto un percorso promettente – l’ultima raccolta: "Esplorazioni".
Nel 1977 Piero Chiara, amico e corrispondente di Felice Menghini negli anni Quaranta, pubblica una raccolta postuma di liriche: “Poesie”.
Molti sono gli scritti che Menghini ha lasciato incompiuti o inediti.
È soprattutto nella poesia che esprime grande intensità. Nel 1938 esce la sua prima raccolta poetica dal titolo "Umili cose" e dopo sei anni, nel 1943, ne pubblica una seconda: “Parabola e altre poesie”. Segue nel 1946, un anno prima della sua morte improvvisa – che ha interrotto un percorso promettente – l’ultima raccolta: "Esplorazioni".
Nel 1977 Piero Chiara, amico e corrispondente di Felice Menghini negli anni Quaranta, pubblica una raccolta postuma di liriche: “Poesie”.
Molti sono gli scritti che Menghini ha lasciato incompiuti o inediti.




